La scuola che vorrei
Vai alla pagina dedicata su Facebook
12 dicembre 2018

14-09-2012 11:09 Ugo Barilli
Basta con la demagogia. La scuola è un problema serio

Eccola lì, la solita demagogia all’italiana.
Mi riferisco alle anticipazioni fornite dal ministro Profumo in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 2012 - 2013 secondo le quali, da quest’anno, tutte le classi (!) di scuole medie e superiori avranno, entro poche settimane (!), un computer da usare per le lezioni. Parliamo di circa 100.000 classi, se ho capito bene, per una spesa complessiva di 24 milioni di euro.

Premesso che, visti precedenti, viene spontanea una certa diffidenza sull’effettiva capacità dello stato italiano di deliberare ed attuare, in tempi non biblici, un simile provvedimento, credo che la notizia debba essere comunque accolta positivamente, se non altro come segnale di una possibile inversione di tendenza e di concreto di interesse da parte del governo nei confronti della scuola.
Chissà che finalmente la scuola non interessi a qualcuno.

Quello che è assolutamente inaccettabile è che un provvedimento esclusivamente finalizzato a ridurre la burocrazia e i costi della scuola venga presentato come un’innovazione didattica.

Intendiamoci: l’informatizzazione è un passaggio fondamentale per conseguire quella modernizzazione della scuola che ormai non è più rimandabile.

Ma un conto è introdurre nella scuola computer finalizzati a creare efficienza e risparmi di spesa, peraltro assolutamente necessari, un altro è presentare un tale provvedimento come innovazione nella didattica, che nulla ha a che fare con il miglioramento dell‘efficienza gestionale della scuola, ma solo ed esclusivamente con il miglioramento del risultato formativo. In altre parole, che non ha obiettivi di efficienza, ma di efficacia.

Siamo sempre alle solite. In assenza di una vera progettualità, viviamo di provvedimenti isolati, frutto di impennate improvvise quasi sempre dettate da esigenze politiche che, a fronte di costi certi, promettono risultati quanto mai incerti, aumentano la confusione e creano, in chi ancora s’illude, aspettative destinate ad essere puntualmente disattese.

Nella sostanza, credo che la semplice introduzione di un computer per classe difficilmente possa avere un impatto significativo sulla didattica, che invece può e deve essere rinnovata solo attraverso un progetto organico che preveda non solo il computer di classe, sempre che serva veramente, ma soluzioni concrete e convincenti anche in materia di:

- attrezzature digitali da installare in classe
- dotazioni informatiche dei docenti e degli studenti, in aula e a casa
- formato dei libri di testo e dei materiali didattici
- sistemi di interazione fra docenti, fra studenti e fra docenti e studenti
- sensibilizzazione, motivazione e formazione dei docenti

Solo un progetto organico, che tenga conto delle reali esigenze degli studenti e dei docenti, può fare veramente la differenza e portare a risultati concreti.

E smettiamola di fare politica sulla pelle dei docenti e degli studenti, privando entrambi di quelle opportunità di crescita che potrebbero aiutare il paese ad uscire in modo deciso da una crisi che non se ne andrà tanto facilmente, in quanto legata anche e soprattutto al ritardo accumulato dal nostro paese negli anni, in termini di formazione e di educazione dei giovani.



Condividilo su Facebook  Condividilo su Twitter  Condividilo su LinkedIn  Condividilo su Google +  Segnala Vota:
voti:303
Concordo pienamente anche perchè dopo aver lavorato per anno all'informatizzazione di scuole ho visto che un (1) calcolatore per classe non serve a niente se non è supportato da altri strumenti (vedi videoproiettore, centri di elaborazione dati ecc.) oppure da un software che permetta di usarlo come registro elettronico attraverso una rete wireless. Se fosse in grado di fare questo, chi lo custodisce? Quale sarebbe la compatibilità con gli attuali programmi usati dalle segreterie? Pensate che hanno raccomandato di usare open office alle scuole per risparmiare e poi i verbali degli esami online non venivano letti dal comp se non si usava l'office di microsoft.

15-09-2012 12:17 giogual
Inserisci un Commento
Nome *
Email *
Commento *
Sono *
Leggi l'informativa *
Ho letto e accetto l'informativa
I commenti sono moderati e saranno pubblicati solo dopo l'approvazione della redazione

Iscriviti alle News

RSS Sottoscrivi i nostri RSS


Invia un messaggio riservato alla redazione


Promosso da
Promosso da IESS.it

Categorie
La scuola che vorrei (8)
Sistema Educativo (5)
Organizzazione scolastica (1)
Docenti (5)
Tecnologie e strumenti didattici (2)
Progetti (1)
Didattica (3)

Archivio



TAG Cloud