La scuola che vorrei
Vai alla pagina dedicata su Facebook
12 dicembre 2018

15-06-2012 20:06 Ugo Barilli
La scuola che vorrei
Ci sono due visioni della scuola.

Una vede una scuola in difficoltà, che consegna i giovani sempre più impreparati alle sfide del mondo del lavoro.
L’altra è convinta che la qualità della scuola, in fondo, non sia il vero problema.

Una pensa che la qualità della scuola sia un problema di tutti.
L’altra che la qualità della scuola, comunque, non sia un problema suo.

Una crede che la scuola debba essere rinnovata profondamente.
L’altra che la scuola di ieri possa ancora essere quella di domani.

Una è attiva e promuove il cambiamento in modo coraggioso e ottimista.
L’altra è passiva e chiusa ad ogni cambiamento.

Ma i tempi stanno cambiando. Cresce la consapevolezza dell’importanza di una scuola di qualità per il futuro dei giovani e l’esigenza profonda di una scuola nuova.

Una scuola vicina ai ragazzi, che pone al centro del processo formativo non i programmi ma gli studenti.

Una scuola coinvolgente, dove i docenti e gli studenti vivono un'esperienza ricca e stimolante, in un ambiente favorevole all’insegnamento e all’apprendimento.

Una scuola moderna, basata su metodi e strumenti didattici all’avanguardia e aperta all’innovazione e alle nuove tecnologie.

Una scuola attenta alle opportunità e alle esigenze del mondo del lavoro, che insegna le cose che servono veramente.

Una scuola che si avvale di docenti competenti e motivati, investe sulla formazione, riconosce l'impegno e premia il merito.

Una scuola efficiente, gestita con criteri manageriali.

Questa è la scuola che vorrei.

Costruiamola assieme.


Condividilo su Facebook  Condividilo su Twitter  Condividilo su LinkedIn  Condividilo su Google +  Segnala Vota:
voti:243
Fra poco si avvicina la fatidica data del 30 Giugno... Per alcuni sarà una data come un'altra. Ma per chi insegna e che putroppo non è ancora entrato di ruolo, non per mancanza di competenze ma per ragioni economiche, questa data viene vissuta come una spada di Damocle, che genera sentimenti di frustazione e di irrequietezza. Frustazione perchè non c'è niente di peggio di cominciare un percorso educativo, culturale e relazionale con i propri alunni e non potere o non sapere di poterlo continuare l'anno successivo. Irrequitezza perchè non c'è niente di più angosciante di non sapere dove e per quanto insegneremo.
Ecco la scuola che vorrei: una scuola alla quale appartengo, che sento mia al 100%, nella quale creare e attivare progetti pluriennali che vedrò realizzare...

29-06-2012 23:26 Sabine Catellani
Inserisci un Commento
Nome *
Email *
Commento *
Sono *
Leggi l'informativa *
Ho letto e accetto l'informativa
I commenti sono moderati e saranno pubblicati solo dopo l'approvazione della redazione

Iscriviti alle News

RSS Sottoscrivi i nostri RSS


Invia un messaggio riservato alla redazione


Promosso da
Promosso da IESS.it

Categorie
La scuola che vorrei (8)
Sistema Educativo (5)
Organizzazione scolastica (1)
Docenti (5)
Tecnologie e strumenti didattici (2)
Progetti (1)
Didattica (3)

Archivio



TAG Cloud