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12 dicembre 2018

11-07-2012 17:07 Ugo Barilli
L'orario scolastico come strumento didattico
Per la maggior parte delle scuole, l'orario scolastico è un contenitore all'interno del quale posizionare il monte ore settimanale, tenendo conto al meglio delle esigenze dei docenti, della disponibilità dei laboratori e delle attrezzature e di alcune esigenze didattiche elementari.

In tal modo l'orario viene spesso visto come un problema organizzativo, non come un’opportunità, ovvero come strumento didattico fondamentale che può contribuire significativamente a creare quel contesto favorevole all'insegnamento e all'apprendimento che caratterizza una scuola di qualità.

Il problema principale è dato dal fatto che l'orario non tiene conto, fra le altre, delle esigenze degli studenti, quasi sempre assenti da ogni forma di attenzione da parte delle scuole, per le quali sono sempre le risorse e i programmi al centro, mai gli studenti.
L'orario scolastico dovrebbe invece porre al centro gli studenti, creando le condizioni ottimali affinché questi possano superare con maggiore facilità le difficoltà crescenti di attenzione e di concentrazione che hanno a scuola.

Quali sono le esigenze degli studenti e quali le avvertenze per creare condizioni di apprendimento più favorevoli?

Alleggerire la durata delle lezioni e delle giornate scolastiche.
Evitare, all'interno di una stessa giornata, un’eccessiva frammentazione delle materie, che implica una maggiore dispersione, un maggior deficit potenziale d'attenzione e un maggior onere in termini di compiti a casa da preparare per lo stesso giorno.
Ridurre il numero delle unità didattiche, per favorire la concentrazione su un numero limitato di argomenti ed evitare un’eccessiva alternanza di docenti nella stessa giornata.
Distribuire in modo razionale il carico di lavoro settimanale, evitando giornate troppo impegnative, in particolare il lunedì.
Assicurare il tempo di recupero necessario fra una settimana e l'altra.
Prevedere adeguati periodi di recupero nel corso dell’anno scolastico.

Ciò premesso, un orario scolastico efficace dovrebbe basarsi sulle seguenti avvertenze:

-   ore di 50 minuti
-   due intervalli, dopo la seconda e la quarta ora
-   3 materie giornaliere
-   unità didattiche di due ore (accorpamento delle ore singole in unità da due ore)
-   distribuzione razionale sui vari giorni delle materie più impegnative
-   settimana di 5 giorni, con il sabato di riposo
-   vacanze di primavera, in aggiunta alle vacanze invernali ed estive

Così concepito, l'orario scolastico diventa uno strumento didattico attivo che può davvero fare la differenza, per gli studenti, certamente, ma anche per gli insegnanti, che possono contare su una maggiore attenzione e concentrazione da parte degli studenti.

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In 20 anni di insegnamento, non ho MAI visto un orario pensato per gli studenti, ma SEMPRE per le esigenze familiari e/o professionali dei docenti (delle docenti). Il problema è che l'insegnamento in Italia non è (per moltissimi ma non per tutti) "la" professione, ma una attività tra le tante: impegni familiari, doppi lavori ecc... Vi sono scuole in cui insegnano commercialisti, avvocati, ingegneri e "madri"che si arrabattano tra pannolini e versioni di latino; credete davvero che costoro siano toccati da problemi quali quelli sopra esposti o non piuttosto tendano a imporre e disporre diversamente del tempo scolastico. E' necessaria la loro presenza nel mondo della scuola? Spending review anche a scuola?

13-07-2012 14:03 Alberto Vellani
Carissimo Alberto,
sono d'accordo con quanto scrivi nell'articolo "L'orario scolastico come strumento didattico"; proprio un pezzo interessante e ricco di spunti di riflessione. Peccato, però, che nel finale tu abbia scritto "Vi sono scuole in cui insegnano commercialisti, avvocati, ingegneri e "madri"che si arrabattano tra pannolini e versioni di latino; credete davvero che costoro siano toccati da problemi.....". Ho anch'io colleghi che svolgono la "doppia professione", purtroppo. Commercialisti, avvocati, ingegneri, ma non solo, considerano l'insegnamento un "secondo lavoro", la "quattordicesima" del loro reddito già sostanzioso e pertanto non lo curano, non si aggiornano come dovrebbero e a loro poco importa dello status dei loro allievi dal momento che hanno più a cuore la libera professione, vera fonte di ricchezza, se uno ci sa fare, e dalla quale traggono maggiori profitti. Come dar loro torto. Non ho mai capito, però, per quale ragione il Ministero non sia più restrittivo nei confronti di quanti svolgono insegnamento e libera professione insieme.
Altra cosa sono le madri che si arrabattano fra pannolini e versioni di latino: cambiare pannolini non porta nessun introito, ma piuttosto un carico di spese, di pazienza, di notti in bianco, di affetto per la creatura che ha tutto il diritto a ricevere l'attenzione dei genitori; inoltre, cambiare pannolini è un'occupazione che viene svolta senza nessun compenso aggiuntivo, anzi assolutamente gratis. E tu credi davvero che a una madre non importi dei problemi dei suoi allievi?
Pensaci un attimo.
Buone vacanze
Paola Fontana

14-08-2012 18:21 Paola Fontana
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Altra cosa sono le madri che si arrabattano fra pannolini e versioni di latino: cambiare pannolini non porta nessun introito, ma piuttosto un carico di spese, di pazienza, di notti in bianco, di affetto per la creatura che ha tutto il diritto a ricevere l'attenzione dei genitori; inoltre, cambiare pannolini è un'occupazione che viene svolta senza nessun compenso aggiuntivo, anzi assolutamente gratis. E tu credi davvero che a una madre non importi dei problemi dei suoi allievi?
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